31Jul2021

TAZENDA - ANTISTASIS

PARCO CHICO MENDES

- Porto Torres

Ore 18.00

Ingresso € 17.50

 Quest'anno i Tazenda si preparano a reinventare uno spettacolo che metta in risalto tutte

le idee che hanno sviluppato in passato, ma rendendole ancora più personali con l'aiuto
del nuovo disco che si chiama "Antìstasis". I suoi contenuti parlano di equilibrio e di empatia.
Questi valori saranno rappresentati grazie alle idee di un team consolidato di manager,
musicisti, disegnatori di luci, laser e giovani creativi video maker che contribuiranno a
rendere lo show competitivo anche nei confronti dei colleghi dell’intera penisola. Saranno
infatti studiate una struttura luci e video di impatto per non abbandonare l’ingrediente che,
soprattutto negli ultimi progetti, ha fortemente caratterizzato gli spettacoli. Si farà sempre
più uso degli ultimi ritrovati tecnologici in termini di audio, luci, video e scenografie. Anche
questa volta, l’obiettivo sarà quello di sfruttarli in maniera innovativa e originale cambiando
completamente l’immagine del palco.
I Tazenda credono ancora in quella forma espressiva che ha allietato il mondo dagli inizi
del secolo fino a oggi: i Beatles, Battisti, i Queen e tutti quelli che, con il cosiddetto pop,
hanno contribuito a far trascorrere un po’ più felici le vite di milioni di persone. Loro hanno
soltanto aggiunto il loro marchio di sardità a un format comunicativo inossidabile: la
canzone.
Ecco “Antìstasis” un album nuovo di zecca, il 20° tra live, raccolte e studio. Tanta musica
per una band nata come alternativa e poi presto finita tra le braccia del grande successo
nazionale. L’album si compone di 11 brani inediti cantati in sardo-logudorese e in italiano.
Il contenuto un compromesso tra le tendenze dei tre componenti della band: il desiderio di
esplorazione selvaggia di Gino Marielli, l’attenzione per le produzioni moderne di Gigi
Camedda e la ricerca della semplicità stilistica e vocale di Nicola Nite.
I contenuti sono apparenti storie di persone comuni che si raccontano le loro pene o le loro
bellezze romantiche, senza nascondere le debolezze, le paure, ma soprattutto con intatte
le speranze riposte nel futuro. Artistico e umano.
Nel progetto musicale possono affiorare tratti di cori in stile ’60, per poi fondersi con
l’elettronica martellante dei giorni nostri; ci si può imbattere in un’orchestra classica in carne
ed ossa che poi lascia il posto alle ancestrali suggestioni delle launeddas; ecco arrivare un
coro Gospel incastonato su un brano di “battistiana” fattura, che si trasforma in un delicato
funk. Ci sono gli ottoni e l’arpa, ma anche robuste chitarre elettriche e fiumi di tastiere di
tutti i periodi del rock-pop. Tutto è suonato e tutto è anche sintetico. Ormai il digitale e il
tradizionale si sono sposati nella chiesetta dei Tazenda e loro sono felici di officiare il rito.
Antìstasis è il suono del ballo di questo felice sposalizio, dove le voci chiare e forti dei tre
alfieri dell’etno-rock made in Sardinia fanno da padrone.
Come di consueto i Tazenda porteranno sul palco anche i brani che da sempre li
caratterizzano e che, attraverso rivisitazioni, vengono riproposti in chiave sempre fedele
all’originale, ma anche innovativa: è il caso di uno dei brani forse più noti, quello che ha
determinato la nascita di un format canzone (in sardo e italiano), “Spunta la luna dal
monte” che li portò a Sanremo insieme a Pierangelo Bertoli, o “Pitzinnos in sa gherra” scritta
a quattro mani con Fabrizio De Andrè, passando per le rielaborazioni del patrimonio
tradizionale sardo come “Nanneddu meu”, o “No potho reposare”, canzone e poesia
scritte nei primi del ‘900, poi entrata nel repertorio dei Tazenda e che, grazie
all’indimenticabile voce di Andrea Parodi e all’arrangiamento in stile “Tazenda”, è
diventata una vera e propria perla nel repertorio della band e un inno per i sardi, ma anche
capolavori come “Carrasecare”, forse la canzone degli esordi più rappresentativa del
gruppo, fino a “Mamoiada”, che ha coinciso con la fine di un’annosa faida che dilaniava
le famiglie del noto paese della Barbagia ed ora viene cantata come un inno alla pace,
fino al capolavoro della rinascita “Domo mia” con Eros Ramazzotti e il brano “Cuore e
vento”, nato dalla forte intesa musicale tra Silvestre dei Modà e i Tazenda.
Ecco quindi sette artisti sul palco, ora raccolti, ora scatenati, con l'intento di onorare la dea
della terra e della musica che sarà la grande icona che giganteggerà sopra di loro. Bella
e reale come le emozioni che invieranno alla loro gente.
 
 

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